Sergio Meucci professione avvocato
Se e quando la legge incontra la vita (e le dà appuntamento anche a teatro)
Sergio Meucci professione avvocato

Ci sono degli avvocati capaci di vivere e destreggiarsi tra codici, faldoni che rimangono stipati lì per lungo tempo e tribunali muovendosi come su un ring. Ci sono invece quelli che il mestiere nobile lo intendono e lo usano come strumento di dialogo e anche occasione di racconto, una sorta di filosofia da confutare tra persone. Sergio Meucci lo catalogheremmo tra questi ultimi.
Conoscendolo è riduttivo davvero considerarlo solo un avvocato, è un uomo semplice, ma ama le contaminazioni, quelle che stimolano ed eccitano la creatività, sceglie strade diverse alla ricerca di quella “sliding door” che lo porti a incontrare soluzioni alternative e meno scontate. Il suo essere Presidente dell’Associazione Culturale Lex e Ars, lo contraddistingue per portare avanti un progetto coraggioso: unire diritto e cultura, toghe e teatro, giurisprudenza e umanità. Perché, come ama dire, le leggi non vivono nei codici, ma nelle persone.
L’obiettivo è quello della sicurezza per tutti
Con Globe Today’s, è nata e avviata una partnership con l’obiettivo chiaro di centrare il focus su una tematica molto discussa, ma poco compresa: la sicurezza. Il tutto con attenzione, lavoro e coinvolgimento di persone e Aziende che per mestiere e professionalità si occupano di questa materia, senza proclami, senza retorica e senza l’elmetto. Un progetto impegnativo che vuole dare informazione, ma che non vuole solo informare, ma muovere prospettive, stimolare domande, creare sinergie e nuovi legami. Perché la sicurezza, per essere un concetto assimilato da tutti, non può rimanere solo una parola scritta, vale e varrebbe sempre poco. Solo se si muta in un sentimento condiviso e collettivo ha la possibilità di cambiare le cose.
E anche per questo motivo che l’avvocato Sergio Meucci, continua a muoversi e ad assumere ruoli diversi e lo fa con il suo stile pacato, riflessivo ma deciso e naturale. Possiamo definire Meucci un relatore, un autore, un ideatore, un giurista, e aggiungiamo a titolo personale anche un uomo che riesce a prendersi sul serio senza mai diventare noioso.
E P.Q.S. direbbe lui stesso in termini legali, abbiamo voluto incontrarlo. E stuzzicarlo. A modo nostro.
Sulla tua attività di avvocato ti chiedo: cosa non è più, oggi, il mestiere dell’avvocato? E cosa non dovrebbe mai smettere di essere?
Siamo nell’era del telematico e rispetto ai miei inizi posso dire che manca il contatto umano in Tribunale soprattutto con i colleghi ed i magistrati. Il ruolo dell’avvocato nelle udienze è fondamentale cercare di far comprendere lo scritto anche con l’oralità, la gestualità e con l’espressività ritengo sia, tutt’oggi, determinante. Comprendere in presenza il pensiero del collega e del magistrato ritengo sia fondamentale come altrettanto importante è il confronto tra tutti i soggetti che sono parte del giudizio. Nei giudizi penali tutto questo c’è ancora e l’avvocato può avere più elementi a disposizione.
Ti è mai capitato di perdere una causa che, dal punto di vista umano, sentivi di aver vinto? E invece di vincerne una che, invece, ti ha lasciato un senso di sconfitta?”
Certamente in tanti anni è capitato di perdere e vincere ma bisogna dire che nei tribunali ci sono sconfitte che equivalgono a vittorie e viceversa. Ci vorrebbero dei manuali di diritto per spiegare e far comprendere cosa prova un avvocato di fronte ad una sentenza e qual’ è il pensiero che viene prima e dopo la lettura di una sentenza. Per quanto mi riguarda rispondendo alla domanda posso, solamente, dire che ho sempre fatto mie tutte le cause perché umanamente mi sento coinvolto nelle vicende che riguardano i miei assistiti.
C’è una legge che, anche se criticata, riconosci come importante? E c’è una sentenza che ti sarebbe piaciuto firmare tu?
Le sentenze le firmano i magistrati e da avvocato di parte avrei voluto firmare qualche sentenza ma ovviamente sarebbero state tutte di parte meglio far giudicare i magistrati perché il loro giudizio è, comunque, più imparziale. Tutte le leggi sono importanti perché siamo un Paese democratico e al contempo è necessaria la critica perché le leggi si possono sempre migliorare.
Se dovessi spiegare a un bambino cos’è la sicurezza senza usare la parola “paura”, cosa diresti?
Se dovessi parlare ad un bambino gli direi che la sicurezza è un bene prezioso e va condivisa con tutti perché appartiene a tutti e gli direi di seguire sempre il proprio cuore.
Hai mai provato paura di non riuscire a proteggere qualcuno a cui tieni, nel tuo ruolo di persona prima ancora che di avvocato?
A volte avere paura aiuta perché è una sorta di “Allert” ti fa essere più protettivo e attento. La paura può essere utile anche nella professione. Certamente si deve convivere con la paura ma questa non deve limitarci ed impedire di superarla. Quando si superano le paure spesso arrivano i risultati e le soddisfazioni più grandi addirittura si può diventare più forti ma bisogna sempre ricordarsi il percorso fatto.
Lex et Ars: quant’è difficile far dialogare diritto e cultura senza che uno dei due sbadigli?
E’ facilissimo. Diritto e cultura vanno insieme di pari passo. Non c’è diritto senza cultura e non c’è cultura senza diritto.
Un sogno non ancora realizzato con Lex et Ars che ti fa brillare gli occhi?
Il sogno più grande è far diventare l’Associazione Lex et Ars un grande centro di formazione culturale che serva di aiuto alla formazione pubblica e serva per approfondire le tematiche sociali.
Chi è Sergio Meucci quando non è presidente, avvocato, organizzatore, relatore? (No, non vale dire “me stesso”)
Sergio Meucci è un padre di famiglia che cerca di essere all’altezza dei propri genitori.
Potresti indicare un libro, un film o una canzone (o anche tutti e tre) che riflettono chi sei davvero, magari cose che non è sempre facile ammettere?”
A questa domanda preferisco non rispondere perché amo tutte e tre queste arti e quando leggo un libro oppure vedo un film o sento una canzone mi immergo in essi iniziando a pensare o addirittura cominciando a volare con l’immaginazione. Per questi motivi preferisco non indicarne uno in particolare perché sono tantissimi quelli che adoro e farei un torto a tutti gli altri.
Domani Globe Today’s ti lascia una pagina bianca. Nessuna regola. Nessun titolo. Cosa ci scrivi sopra?
se Globe Today’s mi lasciasse una pagina bianca scriverei un gigantesco “Grazie a tutti vi voglio bene”.
